Più passano gli anni in questa nostra professione e più mi rendo conto che non parliamo la stessa lingua che i nostri clienti. Usiamo un lessico che sebbene sia perfettamente italiano non corrisponde esattamente a quello che il cliente crede. Ho la sensazione che il nostro si sia trasformato in un metalinguaggio e quando utilizziamo certe espressioni, che tra noi architetti sono perfettamente compresibili ed univoche, queste non lo sono poi tanto se recepite dai nostri clienti. Per esempio avevo un cliente che voleva una
casa moderna ed io chiaramete ne ero contentissimo, però con il susseguirsi delle riunioni mi resi conto che usavamo le stesse parole per descrivire cose che erano esattamente opposte. Per noi architetti la parola
moderno esclude automaticamnte tutto ciò che non è contemporaneo, e in parte fa riferimento a quella architettura prodotta dal razionalismo in poi, ma per il mio cliente significa qualcosa che se vogliamo possiamo riassumere come
provenzalebaroccominimaletardogotico. Per lui barocco significava molti mobili e non lasciare praticamente nessun centimetro quadrato libero, minimale voleva dire zen e quindi giapponese e quindi tutto in legno intarsiato, gotico perchè voleva delle colonne tortili per il baldacchino del letto, ed infine moderno perchè voleva una casa mediterranea, con delle belle arcate, con molte terrazze, con molte ringhiere in ferro battuto, e, questo sì, il tetto piano, anche se doveva convincere sua moglie a cui non piacevano queste cose troppo moderne.
Non sapendo più come mandare avanti il progetto gli chiesi se avrebbe potuto portarmi delle riviste con esempi di case che potevamo usare per capirci meglio. Non potete immaginare, nella riunione seguente, alla quale venne accompagnato da sua moglie, i miei dubbi si dissiparono completamente ed arrivai alla conclusione che la nostra relazione sarebbe terminta drasticamente. Mi mostrarono un centinaio di immagini che sua moglie aveva già pronte per l'occasione e dalle quali l'unica cosa che si poteva dedurre era che volevano un miscuglio di varie cose: una villa palladiana, colori alla barragan, tetti stile baita alpina, finestre oblò stile navale, una cucina provenzale e tante ma tante altre particolarità e soprattutto la signora mi comunicò che le piacevano molto le cose moderne, anzi il contrasto tra il vecchio ed il moderno come per esempio pareti stuccate che a macchie lasciano il mattone faccia vista.
Beh come ho già anticipato la nostra relazione finì in quel momento.... dopo un paio d'anni ebbi la fortuna di conoscere la casa che avevano appena finito di costruire, anzi direi di montare: si trattava di una bella e grande casa in legno prefabbricata, immagino proveniente dal canada
E voi avete avuto qulache dialogo impossibile con i vostri clienti?